mercoledì 14 dicembre 2016

Festeggiare Natale




Che cos’è festeggiare Natale?
Ogni anno, la Santa Chiesa ricorda, nel giorno di Natale, la nascita di Gesù. Non si tratta di festeggiare il cumpleanno di Gesù, ma piuttosto di accogliere nel nostro cuore, nella nostra vita, il nostro Salvatore, Colui che ci libera dal peccato e che ci dà la vita Eterna.


Qual è il vero modo di festeggiare Natale?
Natale è l’occasione per le famiglie di ritrovarsi tutti insieme, di scambiare regali, di assaggiare piatti deliziosi. Tuttavia, il punto centrale di Natale è la Santa Messa celebrata in comunione con tutta la Chiesa, con tutti i nostri fratelli sparsi nel mondo. Perciò, è bene partecipare alla Santa Messa sia nella Notte di Natale, sia il giorno di Natale.


Qual è il regalo più bello di Natale?
A Natale, riceviamo un numero più o meno grande di regali, uno più bello dell’altro. A volte facciamo un elenco delle cose che desideriamo e l’affidiamo a Babbo Natale. Ma tutti questi regali non valgono niente rispetto al regalo che Dio ci fa nella Notte di Natale: Gesù Stesso che ci porta la pace, la gioia e l’amore. Questi sono regali spirituali che rendono gioiosa la nostra anima.



Nell’attesa della sua venuta nel tuo cuore, scrivi una lettera al Bambin Gesù chiedendogli dei regali per la tua anima: 





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domenica 11 dicembre 2016

Domenica 18 dicembre 2016 - IV Domenica di Avvento




Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1, 18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa. Parola del Signore.


Sabato - A casa, leggi questo brano del Vangelo e rispondi alle seguenti domande:

Che cosa dice il Signore attraverso questo brano del Vangelo?


Che cosa mi chiede?


Come posso metterlo in pratica?



Domenica - Porta questo foglio e una penna con te a Messa e rispondi alla domanda:


Che cosa mi è rimasto impresso dell’omelia?


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mercoledì 30 novembre 2016

Domenica 11 dicembre 2016 - III domenica di Avvento




Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui». Parola del Signore.


Sabato - A casa, leggi questo brano del Vangelo e rispondi alle seguenti domande:

Che cosa dice il Signore attraverso questo brano del Vangelo?


Che cosa mi chiede?


Come posso metterlo in pratica?


Domenica - Porta questo foglio e una penna con te a Messa e rispondi alla domanda:

Che cosa mi è rimasto impresso dell’omelia?

Domenica 4 dicembre 2016 - II domenica di Avvento




Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3, 1-12)

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Parola del Signore.

Sabato - A casa, leggi questo brano del Vangelo e rispondi alle seguenti domande:

Che cosa dice il Signore attraverso questo brano del Vangelo?


Che cosa mi chiede?


Come posso metterlo in pratica?


Domenica - Porta questo foglio e una penna con te a Messa e rispondi alla domanda:

Che cosa mi è rimasto impresso dell’omelia?
  

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La Parola di Dio







Che cos’è la Parola di Dio?
Prima di raccontarci la vita di Gesù, i suoi miracoli, la sua Passione e Resurrezione, l’Evangelista San Giovanni ci parla del Verbo. Ci dice che “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1,1), poi dice che “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. (Gv 1, 14)
Sappiamo che Dio è all’inizio di tutto e che Dio è uno e trino: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Sappiamo dunque che Gesù, il Figlio, era presso il Padre dall’inizio. Sappiamo che il Figlio si è fatto carne generato dallo Spirito Santo nel seno della Beata Vergine Maria.
San Giovanni ci rivela che il Verbo è Gesù stesso, perché è Lui che si è fatto carne ed abitò fra gli uomini. In greco la parola verbo (logos) significa “parola”. Quindi Gesù è la Parola di Dio, la Parola del Padre. Possiamo dunque dire che tutto quello che è scritto nella Bibbia si riferisce a una sola persona: Gesù. Tutta la Bibbia può riassumersi in una parola, in un nome: Gesù. L’Antico Testamento annuncia la sua venuta e il Nuovo Testamento racconta questa venuta, la sua vita sulla terra; e annuncia il suo ritorno nella gloria alla fine del mondo.

Perché leggere la Parola di Dio?
La Parola di Dio è il cibo delle nostre anime; per questo ci sentiamo bene dopo aver letto un passo della Bibbia. Come mangiamo ogni giorno il cibo della terra, così dobbiamo leggere, mangiare la Parola di Dio. È bene leggere un piccolo passo della Bibbia ogni giorno.

La Parola di Dio nell’Eucaristia
La Santa Messa è divisa in due parti: la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica. Quando participiamo alla Santa Messa, ci nutriamo della Parola di Dio in due modi. Prima nell’ascoltarla, poi ricevendo Gesù nel sacramento della Communione. Infatti, il Verbo si fa di nuovo carne per noi nella Santa Ostia che è il Corpo di Gesù. Possiamo dunque dire che quando ci comunichiamo è come se mangiassimo tutta la Parola di Dio, tutta la Bibbia in un solo tratto. Ecco perché a volte, dopo la comunione, sentiamo che dentro di noi qualcosa è cambiato, senza che capiamo perché.


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